Varie ed eventuali da un ingegnere (ebbene sì,sbagliando si impara!) nel terzo millennio.
26 maggio 2010
Interfacce utente analogiche: le nostre mani nel virtuale
Le interfacce tra mondo reale e mondo virtuale stanno finalmente arrivando ad abbattere la barriera della tastiera e del mouse verso gli oggetti digitali. Usare le nostre mani per toccare il mondo digitale non è più solo fantascienza: dal MIT arriva questo progetto che va nella direzione intrappresa anche da Microsoft per la nuova interfaccia gestuale 3D della XBOX (progetto Natal).
Mi sono interessato di interfacce gestuali per la mia tesi di laurea: a Berlino l'Università della Tecnica (TU) aveva realizzato il SensorGlove, un guanto dotato di sensori di movimento nello spazio e di cattura del movimento delle dita con il quale ho realizzato un prototipo di strumento musicale per la manipolazione gestuale dei suoni. Il mio lavoro purtroppo non ha avuto un seguito all'Università di Padova (DEI).
Ovviamente non possiamo dimenticare che da venerdì 28 maggio 2010 potremo mettere fisicamente le mani sul nuovo device Apple: arriva iPad, e sarà l'inizio di una nuova vera rivoluzione nel campo delle interfacce utente e nel modo di interagire con gli "oggetti digitali".
30 aprile 2010
L’Ordine degli ingegneri in visita alle rotative de L’Arena

L’Ordine degli ingegneri in visita alle rotative de L’ArenaInteressante iniziativa della Commissione Ict dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Verona. Nei giorni scorsi un numeroso gruppo di ingegneri è stato ospite dell’editrice Athesis presso lo stabilimento di stampa del nostro giornale a Caselle di Sommacampagna. Alla visita hanno partecipato oltre 40 ingegneri, con il presidente dell’Ordine Ilaria Segala in testa al folto gruppo. Gli ospiti, accompagnati dal direttore tecnico del Gruppo editoriale Athesis, Silvio Da Giau, hanno potuto vedere tutte le fasi industriali della produzione de L’Arena, oltre alla produzione de Il Sole 24 Ore. Domande eterogenee e approfondite, oltre a curiosità, hanno fatto da contorno alla visita che si è protratta per alcune ore. Alla fine l’apprezzamento è stato unanime. l.s.
09 aprile 2010
CivisCamp: prove di cultura digitale applicata alla PA

Parto da Verona con il desiderio di provare ad immaginare un rapporto nuovo tra lo Stato e i suoi cittadini attraverso pesanti iniezioni di tecnologie informatiche, ma soprattutto di cultura digitale (cittadinanza digitale, trasparenza della macchina amministrativa, strumenti di partecipazione alle scelte). Parteciperò come "cittadino attivo", interessato a come le amministrazioni pubbliche si rapportano con le mie aspettative e le mie esigenze. Ma partecipo anche come ingegnere, interessato ad approfondire tecnologie e progetti in corso.
Gli argomenti dei camp probabilmente disegneranno scenari che, osservati dalla nostra Italia, potranno sembrare fantascienza (e qui sono il "cittadinio"), utopia, mondo perfetto ma irrealizzabile.
Un mondo che oltreoceano sta invece, proprio in queste ore, camminando a passo spedito, supportata da una amministrazione Obama dirompente nel proporre e sostenere continue accelerazioni (l'ultima proprio ieri con il progetto OpenGovernment, e qui parlo da ingegnere considerato il pacchetto tecnologico messo in campo per esempio da iniziative come http://data.gov).
Ma attenzione: l'appuntamento di domani è solamente un assaggio! L'appuntamento
PS: potrete seguire la giornata del CivicCamp anche sul mio profilo FriendFeed.
06 aprile 2010
CoWorking: al Vega si insediano i cervelli
Il coworking può essere uno strumento caccia crisi, in grado di liberare i "cervelli" dalle incombenze logistiche e dai relativi costi fissi. E' un'occasione che vale la pena di coltivare. Sembra proprio un progetto fatto apposta per noi ingegneri, così poco attratti da aspetti di gestione e più a nostro agio concentrati sugli aspetti prettamente tecnici e tecnologici dei nostri progetti. Coworking vuole anche dire condivisione di spazi con altre persone e quindi possibilità di scambio di esperienze e perchè no, di collaborazioni.
Bene ha fatto Vianello a crederci e realizzare uno spazio cowo all'interno del parco scientifico veneziano: da vicesindaco di Venezia ha lavorato per portare la fibra ottica al Vega di Marghera-Venezia e ora continua il progetto di estendere il diritto alla cittadinanza digitale anche alle idee imprenditoriali.
Domani sarò presente alla conferenza stampa.
PS: il Vega è anche sede dalla Federazione Ordini Ingegneri del Veneto (FOIV)
Il 7 aprile alle ore 12 inauguriamo lo spazio dedicato ai “lavoratori nomadi”. Scopri il Coworking al VEGASiete invitati tutti, il 7 aprile alle ore 12 presso l’edificio Lybra al quarto piano inauguriamo il nuovo spazio Coworking al VEGA.
L’obiettivo: attrarre al VEGA giovani talenti, cervelli, creativi e designer con pochi mezzi e tante idee, insediarli in uno spazio condiviso, a basso costo, dotato di tutti i servizi tecnologici per favorire la nascita e lo sviluppo orizzontale di innovazioni, nuove iniziative imprenditoriali, start-up e spin-off,ponendo le basi per creare gli imprenditori veneti del terzo millennio.
Partecipano alla conferenza stampa:
• Luigi Rossi Luciani, presidente di VEGA
• Michele Vianello, direttore generale di VEGA
• Massimo Carraro, coordinatore Coworking Project by CowoMaggiori dettaglio e le condizioni di insediamento li trovate al sito del VEGA http://www.vegapark.ve.it/vega/acms/vega/
Atri riferimenti http://coworkingmilano.com/ http://coworkingmilano.com/caratteristiche/
17 marzo 2010
Finalmente Ilaria
Ilaria Segala comincia benissimo il suo nuovo impegnativo mandato da Presidente. A Verona la politica sta compiendo delle scelte importanti per la trasformazione del nostro territorio e del tessuto urbano delle nostre città, all'interno di un quadro di emergenza ambientale conclamata e di una corrispondente carenza di infrastrutture e soluzioni di medio/lungo termine.
Nell'interesse di tutti i cittadini presenti e futuri, queste scelte vanno valutate con rigorose analisi tecniche indipendenti.
Buon lavoro, Ilaria. E buon lavoro a tutti gli ingegneri veronesi.
Carlo Reggiani
L'Arena di Verona - Mercoledì 17 Marzo 2010 CRONACA Pagina 9 (PDF pagina)IL NUOVO CONSIGLIO. La presidente Segala, appena eletta: «Una delle nostre priorità è studiare il progetto galleria»
E gli ingegneri vogliono vederci chiaro
L’ordine degli ingegneri si è tinto di rosa. Ma questa non è l’unica novità che caratterizzerà i prossimi quattro anni di mandato. Ilaria Segala, 31 anni, primo presidente donna in 50 anni di attività, ha tracciato ieri, con una rappresentanza dei nuovi consiglieri, gli obiettivi del neoeletto consiglio dell’Ordine degli ingegneri. E le parole d’ordine sono «rinnovamento» e «partecipazione».
«Tra i nuovi e più importanti obiettivi, quello di diventare come ordine e come ingegneri protagonisti della vita della città», dice Segala. «Non vogliamo entrare nel merito del dibattito politico ma analizzare le nuove opere pubbliche, sia quelle maggiori che le minori, dal punto di vista tecnico. Come ingegneri abbiamo voce in capitolo per farlo e lo faremo», prosegue la presidente.
Appena concluse le elezioni regionali, Ilaria Segala e i consiglieri dell’ordine andranno quindi a bussare alle porte di sindaco e presidente della Provincia, dei vari assessorati e dei presidenti delle aziende municipalizzate da Agsm a Acque Veronesi. Chiederanno di prendere visione dei vari progetti in fase di approvazione e faranno proposte di consulenze e collaborazioni, come quella importante con la Protezione civile in caso d’emergenza.
Tra le opere prioritarie da analizzare, il traforo. «Una delle prime cose sarà visionare il progetto del traforo, così come è allo stato attuale», spiega Segala. Una bozza del progetto era già stato esaminato. «Si trattava più che altro di uno studio di fattibilità mentre noi vogliamo intavolare un dibattito sulla base di dati certi e degli ultimi aggiornamenti. Lo studieremo in consiglio e ne discuteremo anche sul nostro notiziario, ovviamente non con i vari comitati del sì e del no ma sempre rimanendo sul profilo tecnico».
Traforo in primis, quindi, ma non solo: in lista ci sono anche le ex cartiere, l’ospedale di Borgo Trento, la filovia e l’ampliamento di corso Milano. Inoltre, obiettivo dell’ordine è anche valorizzare le specificità interne alla professione e creare un nuovo organo formato da architetti e ingegneri, che entri in relazione con le amministrazioni per aiutarle nei bandi dei lavori pubblici.
Elezioni innovative, insomma. «Molti sono i giovani, ma la metà dei consiglieri è già al secondo mandato», spiega Segala. L’età media del consiglio non supera i 40 anni. Ma conta anche membri esperti, come il presidente uscente Marco Zocca. Oltre a Segala, sono altre due le donne fra i 15 componenti del consiglio: Silvia Bonetti e Manuela Favalli. Buona percentuale, dato che dei 2.500 iscritti all’ordine degli ingegneri di città e provincia solo 150 sono donne. Tra le nuove iniziative interne, sarà aperto uno sportello di aiuto ai professionisti, dedicato soprattutto ai giovani. Inoltre, «è nostra intenzione cambiare sede. Questa di via Leoncino è bellissima ma poco accessibile perché in centro storico, mentre noi vorremmo che fosse punto d’incontro».I.N.
19 gennaio 2010
Social Programming
Da qualche anno in azienda mi sto occupandoo di organizzazione di cicli di produzione del software, con particolare attenzione al modo con il quale si possono organizzare i team di sviluppo interni. Fin dall'inizio mi sono scontrato con la realtà "poco sociale" della mentalità propria degli informatici, che emerge proprio quando si ragione dell'organizzazione dei progetti nei sistemi di gestione della configurazione (source versioning).
Social Programming va quindi ben oltre alle varie metodologie (Agile, Extreme Programming, Waterfall, etc): è un cambio di atteggiamento mentale utile a migliorare ciò che facciamo mettendo sempre di più le persone (non solo per l'aspetto tecnico, intendo) all'interno dei processi.
Una bella rivoluzione. Grazie Lawrence.
04 agosto 2009
Progetto "Nuovo Ingegnere"
Ma chi siamo?
Cosa facciamo?
Cosa vorremmo fare?
Quale futuro abbiamo in questa nostra Italia?
La discussione sulla riforma delle professioni animata dalle "lenzuolate" dell'ex-ministro Bersani ci aveva messo di fronte a questiti esistenziali!
Presto ci si è resi conto che parlare di riforma del sistema ordinistico italiano si riduceva alla disputa sull'eliminazione o meno della tariffa minima, costringendo la stragrande maggioranza degli ingegneri al ruolo di spettatore.
In Europa gli ingegneri sono praticamente tutti dei lavoratori dipendenti: inseriti in aziende manifetturiere, studi di progettazione, aziende di servizio e consulenza.
In Italia oltre il 60% degli ingegneri ha un rapporto di lavoro dipendente e buona parte dei rimanenti ricadono nella pategoria delle partite iva troppo spesso utilizzate per nascondere dei rapporti di lavoro dipendente sottopagati e senza nessuna tutela.
Purtroppo di questa enorme maggioranza nessuno sembra occuparsene, soprattutto a livello di Consiglio Nazionale (leggete la proposta di legge di riforma appena approvata dall'assemblea dei presidenti al congresso di Pescara!).
Come commissione Ingegneri d'Impresa dell'Ordine di Verona qualche tempo fa abbiamo lanciato il progetto "Nuovo Ingegnere": proviamo a capire chi siamo, ma soprattutto quali esigenze e aspettative abbiamo nei confronti di una istituzione ordinistica in crisi di identità da troppo tempo. Non una semplice raccolta di dati statistici, ma una fase di ascolto e di stimolo verso i colleghi.
Abbiamo scoperto, dopo una prima fase di ascolto, che i colleghi cercano riferimenti e supporto su temi come la formazione continua, le forme contrattuali gli inquadramenti e le carriere (la maggioranza degli ingegneri elettronici e informatici sono inquadrati in base a vetuste tabelle e mansionari contenute nei contratti nazionali del comparto metalmeccanico e del commercio), tutele e diritti (la citata situazione di molti giovani ingegneri costritti alla partita iva, ma anche degli ingegneri dipendenti rappresentati con molta difficoltà dai sindacati), rappresentanza all'interno degli organismi di categoria per dare voce alla maggioranza!
Per continuare l'ascolto e cominciare a rispondere alle domande poste all'inizio di questo post propongo a tutti i colleghi di iscriversi sulla piattaforma di social networking professionale LinkedIn e di entrare nel Gruppo Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia.
Molti colleghi da tempo chiedono di organizzare una sistema di pubblicazione dei curriculum dsegli iscritti: su LinkedIn è possibile anche inserise informazioni curriculari, definendo cosa pubblicare sul profilo pubblico e cosa invece limitare alla rete dei propri contatti.
Il mio profilo pubblico è http://www.linkedin.com/in/carloreggiani
Vi aspetto. Buona estate.
30 novembre 2005
Inquietante prospettiva per le nostre professioni!
(...)[Domanda:] Se in Calabria c'è la 'ndrangheta, in Sicilia continuano gli sbarchi di clandestini. Cambiare la legge Bossi-Fini è una delle priorità dell'Unione?
[Rsisposta:] La Bossi-Fini andrebbe subito sospesa. Ma con un obiettivo preciso: stringere in tempi brevi un accordo con le università dell'India per fare entrare in Italia un bel contingente di informatici indiani.(...)
19 febbraio 2005
Ingegneri si nasce!
Sicuramente non si pensa immediatamente a una persona con un ruolo nella collettivita' riconosciuto dalla legge, con delle responsabilita' precise verso la societa'.. penso che neppure gli ingegneri sentano il "peso" di tale responsabilita' sulle propri spalle (e chi si iscriverebbe ad un corso di studi con tale prospettiva!).
Poi si esce dall'universita', si riesce a farsi assumere in qualche azienda, magari riuscendo a convincere il ragioniere che sta facendo la selezione del personale che non si e' troppo qualificati per quel posto di tecnico informatico per il fatto di aver fatto una tesi a Berlino sulla realta' virtuale e che con qualcosa bisogna pur cominciare....
E dopo sette anni di esperienza lavorativa cosa succede? Quali competenze, quale professionalita', quale strada e' stata tracciata e dove portera' mai? Un ruolo impiegatizzo, la scelta verso la libera professione (!), l'ambizione di fare carriera in qualche grande azienda, magari multinazionale estera? Un ruolo da imprenditore (ovviamente trovando un finanziatore, considerato che di ingegneri ricchi di famiglia non so' quanti ce ne siano)?
Solo qualche provocazione, dopo una mattina all'Ordine degli Ingegneri a parlare di competenze, di necessita' di cambiare la cultura degli ingegneri, troppo concentrati eclusivamente sugli apsetti tecnici del proprio lavoro e incapaci di manifestarsi nel mondo reale, poco visibili fino a chiedersi se si e' ancora utili a qualcosa!
.... alla prossima.