17 marzo 2010

Finalmente Ilaria

Sono iscritto dal 1997 all'Ordine Ingegneri di Verona e Provincia e da qualche anno sto partecipando ai lavori di varie commissioni provinciali e regionali; grazie all'aiuto prezioso della segreteria dell'Ordine, in questi anni inoltre abbiamo lavorato per cercare di far avvicinare questa istituzione alle esigenze degli iscritti (formazione e uso degli strumenti internet), ma soprattutto per rivendicare e far pesare il ruolo sociale della nostra professione, ruolo ben delineato nel codice deontologico che istituisce l'Ordine. In questi anni si è sentita la mancanza di un impulso forte da parte del Consiglio, più volte impacciato a prendere posizione rispetto alle sollecitazioni che arrivavano dalla commissioni, restio a rivendicare un suo ruolo nei confronti degli iscritti e della società veronese.

Ilaria Segala comincia benissimo il suo nuovo impegnativo mandato da Presidente. A Verona la politica sta compiendo delle scelte importanti per la trasformazione del nostro territorio e del tessuto urbano delle nostre città, all'interno di un quadro di emergenza ambientale conclamata e di una corrispondente carenza di infrastrutture e soluzioni di medio/lungo termine.

Nell'interesse di tutti i cittadini presenti e futuri, queste scelte vanno valutate con rigorose analisi tecniche indipendenti.

Buon lavoro, Ilaria. E buon lavoro a tutti gli ingegneri veronesi.

Carlo Reggiani

L'Arena di Verona - Mercoledì 17 Marzo 2010 CRONACA Pagina 9 (PDF pagina)

IL NUOVO CONSIGLIO. La presidente Segala, appena eletta: «Una delle nostre priorità è studiare il progetto galleria»


E gli ingegneri vogliono vederci chiaro

L’ordine degli ingegneri si è tinto di rosa. Ma questa non è l’unica novità che caratterizzerà i prossimi quattro anni di mandato. Ilaria Segala, 31 anni, primo presidente donna in 50 anni di attività, ha tracciato ieri, con una rappresentanza dei nuovi consiglieri, gli obiettivi del neoeletto consiglio dell’Ordine degli ingegneri. E le parole d’ordine sono «rinnovamento» e «partecipazione».
«Tra i nuovi e più importanti obiettivi, quello di diventare come ordine e come ingegneri protagonisti della vita della città», dice Segala. «Non vogliamo entrare nel merito del dibattito politico ma analizzare le nuove opere pubbliche, sia quelle maggiori che le minori, dal punto di vista tecnico. Come ingegneri abbiamo voce in capitolo per farlo e lo faremo», prosegue la presidente.
Appena concluse le elezioni regionali, Ilaria Segala e i consiglieri dell’ordine andranno quindi a bussare alle porte di sindaco e presidente della Provincia, dei vari assessorati e dei presidenti delle aziende municipalizzate da Agsm a Acque Veronesi. Chiederanno di prendere visione dei vari progetti in fase di approvazione e faranno proposte di consulenze e collaborazioni, come quella importante con la Protezione civile in caso d’emergenza.
Tra le opere prioritarie da analizzare, il traforo. «Una delle prime cose sarà visionare il progetto del traforo, così come è allo stato attuale», spiega Segala. Una bozza del progetto era già stato esaminato. «Si trattava più che altro di uno studio di fattibilità mentre noi vogliamo intavolare un dibattito sulla base di dati certi e degli ultimi aggiornamenti. Lo studieremo in consiglio e ne discuteremo anche sul nostro notiziario, ovviamente non con i vari comitati del sì e del no ma sempre rimanendo sul profilo tecnico».
Traforo in primis, quindi, ma non solo: in lista ci sono anche le ex cartiere, l’ospedale di Borgo Trento, la filovia e l’ampliamento di corso Milano. Inoltre, obiettivo dell’ordine è anche valorizzare le specificità interne alla professione e creare un nuovo organo formato da architetti e ingegneri, che entri in relazione con le amministrazioni per aiutarle nei bandi dei lavori pubblici.
Elezioni innovative, insomma. «Molti sono i giovani, ma la metà dei consiglieri è già al secondo mandato», spiega Segala. L’età media del consiglio non supera i 40 anni. Ma conta anche membri esperti, come il presidente uscente Marco Zocca. Oltre a Segala, sono altre due le donne fra i 15 componenti del consiglio: Silvia Bonetti e Manuela Favalli. Buona percentuale, dato che dei 2.500 iscritti all’ordine degli ingegneri di città e provincia solo 150 sono donne. Tra le nuove iniziative interne, sarà aperto uno sportello di aiuto ai professionisti, dedicato soprattutto ai giovani. Inoltre, «è nostra intenzione cambiare sede. Questa di via Leoncino è bellissima ma poco accessibile perché in centro storico, mentre noi vorremmo che fosse punto d’incontro».I.N.

19 gennaio 2010

Social Programming

Sto leggendo il post dell'amico Lawrence che introduce una definizione nuova (almeno per me): Social Programming.

Da qualche anno in azienda mi sto occupandoo di organizzazione di cicli di produzione del software, con particolare attenzione al modo con il quale si possono organizzare i team di sviluppo interni. Fin dall'inizio mi sono scontrato con la realtà "poco sociale" della mentalità propria degli informatici, che emerge proprio quando si ragione dell'organizzazione dei progetti nei sistemi di gestione della configurazione (source versioning).

L'opensource e tutta la comunità mondiale che si è sviluppata in questi anni ha aiutato a inserire anche in azienda strumenti e metodi utili a far evolvere le organizzazioni e i dipartimenti produttivi.

Social Programming va quindi ben oltre alle varie metodologie (Agile, Extreme Programming, Waterfall, etc): è un cambio di atteggiamento mentale utile a migliorare ciò che facciamo mettendo sempre di più le persone (non solo per l'aspetto tecnico, intendo) all'interno dei processi.

Una bella rivoluzione. Grazie Lawrence.

04 agosto 2009

Progetto "Nuovo Ingegnere"


Ma chi siamo?

Cosa facciamo?
Cosa vorremmo fare?
Quale futuro abbiamo in questa nostra Italia?

La discussione sulla riforma delle professioni animata dalle "lenzuolate" dell'ex-ministro Bersani ci aveva messo di fronte a questiti esistenziali!

Presto ci si è resi conto che parlare di riforma del sistema ordinistico italiano si riduceva alla disputa sull'eliminazione o meno della tariffa minima, costringendo la stragrande maggioranza degli ingegneri al ruolo di spettatore.

In Europa gli ingegneri sono praticamente tutti dei lavoratori dipendenti: inseriti in aziende manifetturiere, studi di progettazione, aziende di servizio e consulenza.

In Italia oltre il 60% degli ingegneri ha un rapporto di lavoro dipendente e buona parte dei rimanenti ricadono nella pategoria delle partite iva troppo spesso utilizzate per nascondere dei rapporti di lavoro dipendente sottopagati e senza nessuna tutela.

Purtroppo di questa enorme maggioranza nessuno sembra occuparsene, soprattutto a livello di Consiglio Nazionale (leggete la proposta di legge di riforma appena approvata dall'assemblea dei presidenti al congresso di Pescara!).

Come commissione Ingegneri d'Impresa dell'Ordine di Verona qualche tempo fa abbiamo lanciato il progetto "Nuovo Ingegnere": proviamo a capire chi siamo, ma soprattutto quali esigenze e aspettative abbiamo nei confronti di una istituzione ordinistica in crisi di identità da troppo tempo. Non una semplice raccolta di dati statistici, ma una fase di ascolto e di stimolo verso i colleghi.

Abbiamo scoperto, dopo una prima fase di ascolto, che i colleghi cercano riferimenti e supporto su temi come la formazione continua, le forme contrattuali gli inquadramenti e le carriere (la maggioranza degli ingegneri elettronici e informatici sono inquadrati in base a vetuste tabelle e mansionari contenute nei contratti nazionali del comparto metalmeccanico e del commercio), tutele e diritti (la citata situazione di molti giovani ingegneri costritti alla partita iva, ma anche degli ingegneri dipendenti rappresentati con molta difficoltà dai sindacati), rappresentanza all'interno degli organismi di categoria per dare voce alla maggioranza!

Per continuare l'ascolto e cominciare a rispondere alle domande poste all'inizio di questo post propongo a tutti i colleghi di iscriversi sulla piattaforma di social networking professionale LinkedIn e di entrare nel Gruppo Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia.

Molti colleghi da tempo chiedono di organizzare una sistema di pubblicazione dei curriculum dsegli iscritti: su LinkedIn è possibile anche inserise informazioni curriculari, definendo cosa pubblicare sul profilo pubblico e cosa invece limitare alla rete dei propri contatti.

Il mio profilo pubblico è http://www.linkedin.com/in/carloreggiani

Vi aspetto. Buona estate.

30 novembre 2005

Inquietante prospettiva per le nostre professioni!

Intervista a Enrico letta su Panorama del 25/11/2005 [http://www.panorama.it/italia/cronaca/articolo/ix1-A020001033750]:

(...)
[Domanda:] Se in Calabria c'è la 'ndrangheta, in Sicilia continuano gli sbarchi di clandestini. Cambiare la legge Bossi-Fini è una delle priorità dell'Unione?
[Rsisposta:] La Bossi-Fini andrebbe subito sospesa. Ma con un obiettivo preciso: stringere in tempi brevi un accordo con le università dell'India per fare entrare in Italia un bel contingente di informatici indiani.
(...)
In pratica agli informatici italiani in attività il contratto metalmeccanico che non si riesce a rinnovare, senza gratificazioni professionali e prospettive.... come soluzione facciamo arrivare ingegneri indiani, che costano sicuramente meno e non hanno tante pretese di riconoscimento professionale, formazione continua, etc!
E pensare che questa idea geniale arriva dal CENTROSINISTRA italiano!

19 febbraio 2005

Ingegneri si nasce!

Quale e' l'immaginario collettivo della nostra societa' contemporanea sugli ingegneri?

Sicuramente non si pensa immediatamente a una persona con un ruolo nella collettivita' riconosciuto dalla legge, con delle responsabilita' precise verso la societa'.. penso che neppure gli ingegneri sentano il "peso" di tale responsabilita' sulle propri spalle (e chi si iscriverebbe ad un corso di studi con tale prospettiva!).

Poi si esce dall'universita', si riesce a farsi assumere in qualche azienda, magari riuscendo a convincere il ragioniere che sta facendo la selezione del personale che non si e' troppo qualificati per quel posto di tecnico informatico per il fatto di aver fatto una tesi a Berlino sulla realta' virtuale e che con qualcosa bisogna pur cominciare....

E dopo sette anni di esperienza lavorativa cosa succede? Quali competenze, quale professionalita', quale strada e' stata tracciata e dove portera' mai? Un ruolo impiegatizzo, la scelta verso la libera professione (!), l'ambizione di fare carriera in qualche grande azienda, magari multinazionale estera? Un ruolo da imprenditore (ovviamente trovando un finanziatore, considerato che di ingegneri ricchi di famiglia non so' quanti ce ne siano)?

Solo qualche provocazione, dopo una mattina all'Ordine degli Ingegneri a parlare di competenze, di necessita' di cambiare la cultura degli ingegneri, troppo concentrati eclusivamente sugli apsetti tecnici del proprio lavoro e incapaci di manifestarsi nel mondo reale, poco visibili fino a chiedersi se si e' ancora utili a qualcosa!

.... alla prossima.